Luciana è davvero stanca e quella notte si reca a dormire quel poco, come suo solito. Teme che si tratterà di una notte agitata o quasi insonne, invece… Vede se stessa di giorno, mentre parla con una signora molto piacevole, di nome Alma.  Luciana si trova in un luogo verde, e sta chiacchierando con Alma da balcone a balcone, ambedue ricchi di piante da fiore, affacciati su un grande prato verdissimo, al cui termine si staglia nitida la catena del Monte Rosa. La signora Alma, così almeno sembra a Luciana, ha i tratti del volto abbastanza sfumatii. Mentre parla, muta  anche il colore degli occhi, di un azzurro cangiante, ed il tono di voce rimane sempre eguale, calmissimo. In quel momento la signora le accenna di non preoccuparsi per nessuna incombenza di tipo pratico. In quello chalet di due piani abitano solo loro, il piano di sopra è spesso disabitato, la signora preferisce avere in casa poche persone per volta, così da restare tranquilla e lasciare tranquilli i suoi ospiti. “ Spero che lei sia contenta dell’appartamento all’interno, si sarà accorta che la cabina armadio è intelligente, basta esprimere un desiderio ed è pronta a fornirti l’abito desiderato, perfettamente lavato e stirato. Il cucinino è provvisto di tutto,  un tutto che si ricicla da solo, ma se lei vuole uscire fare la spesa  per aggiungere qualcosa, può usare la macchina. La sua e la mia sono identiche, e qui per circolare non occorre avere la patente. Non ci sono controlli.  I documenti non servono, nemmeno il bancomat al supermercato in fondo al paese, quando è aperto. Tutto va sul mio conto. Se dovesse non sentirsi bene, cosa che qui non capita mai, una volta alla settimana c’è un medico, senza camice. Sempre in fondo al paese, c’è una costruzione col tetto in ardesia, spesso c’è gente, altre volte è deserta e ci si può meditare  in grande serenità”. Luciana si sente risponderle sulla medesima falsariga. “ L’appartamento mi piace, anche il letto, grandissimo e davvero comodo, mi piace molto anche il gatto rosso che ogni tanto viene a salutarmi, me lo vedo comparire davanti come se trapassasse la porta di ingresso, nemmeno miagola ma fa compagnia; le scorse mattine sono stata a fare due passi qui intorno, non ho visto nessuno, tranne persone abbastanza lontane… la sera guardo un poco di televisore, che sembra capisca cosa vorrei vedere. Ah, di notevole c’è anche il telefono, fisso. Non ho con me il cellulare, il telefono, basta che glielo dica, chiama le persone che vorrei incontrare e mi sembra che siano venute a trovarmi, o comunque mi pensano”. La signora Alma chiede permesso, deve rientrare. Anche Luciana rientra, riilassata e felice. Sta vivendo una gran bella vita, da sogno,… per un secondo si chiede ‘ ma sono viva?’, poi si risponde che nemmeno vuole saperlo.  I sogni sono belli in quanto tali e per quello che durano, non bisogna sciuparli.