Da parecchio tempo Luciana pensa di cambiare decisamente tipo di vita. La donna ha sempre amato il mare, è vissuta in pianura e vicino ai laghi ma oramai vorrebbe fuggire in montagna, una montagna non alta, facilmente raggiungibile dalla cittadina in cui abita, in un luogo per nulla mondano, dal nome particolare, Alagna. Particolare nel senso che alla prima impressione si potrebbe spezzare il vocabolo, togliendo la A rimarrebbe Lagna, quindi quello sarebbe un luogo triste e lagnoso. Invece Luciana ha saputo da molte persone che si tratta di un paesino estremamente gradevole, ubicato in una vallata ariosa, soleggiata ed aperta, col Monte Rosa di fronte. Luciana si aspetta di trovare lassù molta tranquillità, anche silenzio, e sogna di poter incontrare animali che in quel di Sanremo e non solo, se ci fossero, sarebbero per lo meno definiti pericolosi, da evitare ed eliminare. In primis i lupi, i lupi hanno sempre affascinato Luciana, per la loro natura, per l’intelligenza, per il modo di concepire i rapporti con i consanguinei, la propria famiglia e la squadra di cui fanno parte. Luciana sa, intuisce, spera, che questi esseri viventi, se riuscirà ad incontrarli, le restituiscano quel po’ di fiducia che. per troppe disavventure, lei nutre nei confronti degli esseri umani. Troppo spesso veramente cattivi, anzi feroci, determinati, a parte rare eccezioni, a sterminare chiunque non corrisponda agli schemi di vita da loro adottati. Senza disperdersi nel racconto di come Luciana sia riuscita a trovare un appartamentino in quel di Lagna, andiamo subito al suo primo incontro con la lupetta Etta. Era avvenuto una sera sull’imbrunire, Luciana aveva passeggiato nei boschi limitrofi a casa, poi era rientrata nell’appartamentino al piano terra. Dopo circa un’oretta la donna aveva distintamente udito graffiare al portoncino esterno, con una certa delicatezza, all’inizio, poi sempre più forte. I serramenti erano chiusi, delimitati da robuste inferriate, e benchè al momento, data l’assenza dei padroni dello chalet, Luciana fosse sempre molto attenta anzi guardinga, dopo avere guardato nello spioncino senza scorgere nulla, la donna aveva provato ad aprire Dopo avere inserito il blocco al portoncino blindato ed acceso la luce esterna Luciana vede soltanto una piccola zampa distesa sullo stuoino, con le unghie retratte. Allora decide di provare ad aprire la porta quel tanto da capire a chi appartenesse la zampa, senza doverla urtare. Nel momento in cui il portoncino ruota verso l’esterno, la zampa si ritrae, si raddrizza ed allora Luciana può contemplare la sua proprietaria, una bella lupetta color pepe e sale inchiodata a fissarla. Nel suo intimo la donna battezza subito la lupetta col diminutivo Etta e l’animale sta immobile, lei pure; poi la donna si accorge di tantissimi occhi a fessura non lontani dallo stuoino, ma non prova paura. Anzi, porge ad Etta la mano e lei alza la zampa ululando lievemente, come se la salutasse. Anche gli occhi a fessura appena discosti accompagnano l’ululato di Etta, poi un ululato più forte induce la lupetta a girarsi e sparire nel buio. Luciana si sente felice, sa di avere trovato esseri in grado di provare amicizia, anche affetto. Non sarà facile, bisognerà lavorarci, ma Etta lupetta rappresenta un futuro….chissà.
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