Uguale a lei. Spiaccicato. Una persona del ‘tutto dovuto’. Sua sorella era Nicla ed appunto le era tutto dovuto. Era nata senza la vista ad un occhio quindi andava da sempre sovvenzionata…le pretese erano molte, soldi, tempo e star sempre zitti se lei voleva qualcosa. Il fratello era identico. Solo lui, solo lui, le sue fedi partitiche, il credo assoluto ai suoi dogmi, una specie di cultura infarcita per far spazio a se stesso, per sentirsi un diverso ed un superior. Intelligence, donne, vita sperperata ad inseguire il concetto di un se stesso sopra le righe. Nessun affetto degno del nome a qualsiasi titolo, solo persone di cui a Niclotto , a detta sua, non importava. Compresa l’eventuale moglie, una persona che doveva tacere, diventare la sua fotocopia….questa era la persona che a Luciana era capitato di dovere conoscere in crociera, nemmeno antipatica, per carità, ma da interpretare bene e sapere tenere a dovuta distanza. Come sua immagine in WA aveva scelto un falcone, e non ci si scollava. Strano non avesse pensato ad un’aquila, forse per lui era troppo indipendente. Ogni volta che Luciana tentava di fargli una foto Niclotto le si negava. “ Questione di privacy e di prudenza dato il passato che ho….da mantenere segreto, e dal momento che mi conosci, dovrai imparare a stare attenta anche tu…..’. Luciana taceva, a suo modo gli voleva anche bene, ma spesso finiva con il reagire, a proprio discapito. ‘ Ma tu, non hai proprio la più pallida idea di cosa significhi la modestia, alla fine sei solo una persona normale, o almeno lo spero, ed invece di giudicare tutti asfissianti, ogni tanto scava in te stesso, sii sincero…. ‘ . Niclotto allora sbuffava, magari se ne andava irritato e per qualche tempo non si faceva vedere. Bipolare, tripolare, quadripolare, narcisista….ma no. Secondo Luciana era semplicemente un grandissimo maleducato, un bambinaccio, data l’età, totalmente immaturo.
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